rimedi gemme

Essenze Bhattacharyya e il potere della moderna gemmoterapia

Curarsi con la gemmoterapia e lo spettro cromatico

Bhattacharyya è un medico indiano, direttore dell’Oriental Institute di Baroda, specialista in Omeopatia, Ayurveda e Medicina Tradizionale, autore di centinaia di libri e di numerosi articoli. Sfruttando un procedimento omeopatico, utilizza il potere terapeutico di gemme e pietre preziose. Ciò che ottiene sono rimedi in grado di intervenire contro i disturbi più comuni.
I suoi studi, inoltre, hanno contribuito in maniera importante a realizzare la Gem Therapy. Le gemme usate per gli scopi terapeutici sono sette: zaffiro, diamante, topazio, smeraldo, corallo, perla e rubino.
L’aspetto più affascinante di questo metodo è la corrispondenza precisa che Bhattaccharyya pone tra le gemme e tutto lo spettro cromatico, riscoprendo così la relazione che intercorre con la terapia dei colori, detta cromoterapia.
Ad esempio, la perla – normalmente di colore biancastro – se osservata con apparecchi prismatici, dimostra le sue effettive “radiazioni cosmiche”, che sono in realtà arancioni.
Ecco quindi le corrispondenze cromatiche di ogni gemma:

L’acronimo VIBGYOR non è altro che l’unione delle prime lettere del nome di ogni colore in lingua inglese. Così lui nomina i suoi rimedi, indicando il colore delle pietre inserite.
Sono i sette colori dello spettro, come i sette colori dell’arcobaleno. Secondo Bhattacharyya questi sette raggi cosmici sono alla base della costituzione dell’Universo.

 

Inoltre, lui associa ai colori dell’arcobaleno anche i sette pianeti principali: Saturno al colore viola, Venere all’indaco, Giove all’azzurro, Mercurio al verde, Marte al giallo, la Luna all’arancione, il Sole al rosso.

Abbiamo visto come le sette gemme siano quindi in relazione ai sette colori. Tra i componenti dell’Universo, le gemme costituiscono delle miniere di colori cosmici.

Esse hanno avuto bisogno di secoli e di tutte le forze della natura per accumulare una fonte inesauribile di raggi cosmici.
Questo concetto è molto importante per comprendere la corrispondenza tra i sette colori dello spettro cromatico, le sette gemme e i sette pianeti.

Ma non è tutto: anche il Tridosha, che è alla base della medicina ayurvedica, tiene conto dei sette colori.
Vayu (aria) è il risultato della combinazione degli elementi aria ed etere, i suoi colori sono azzurro e violetto. Pitta (fuoco) trae origine dal fuoco e i suoi colori sono giallo e rosso. Kapha è la combinazione di acqua e terra, i suoi colori sono arancione, indaco e verde.
I tre Dosha sono le forze cosmiche di armonia, energia ed inerzia che agiscono

che agiscono in ogni cellula dell’organismo e in ogni atomo del mondo esterno. Sia Pitta che Kapha da sole sono bloccate, ma quando sono spinte dalla forza Vayu (aria) scorrono come “fiumi”.
Queste forze, presenti nelle gemme, dobbiamo ricordarle, se vogliamo utilizzarle correttamente. La forza Kapha (acqua) è positiva e ha la funzione di integrare; Pitta (fuoco) è negativa ed è disintegratrice, mentre Vayu (aria) rappresenta la forza neutra, che si mischia con Pitta e Kapha per potenziarne gli effetti specifici.

Per questo motivo il terapeuta deve fare attenzione negli abbinamenti delle gemme somministrate.
I sette colori, secondo la medicina tradizionale cinese, si distinguono nelle polarità yin e yang e appartengono a due categorie: caldo e freddo. I “pianeti maschili” – Marte, Giove, Sole – sono caldi come i loro colori cosmici: rosso, giallo e azzurro. Si tratta di forze calde della natura.
I “pianeti femminili” Luna, Mercurio, Venere, Saturno sono freddi, così come i loro colori: arancione, verde, indaco e violetto. Sono forze fredde della natura.
Le forze calde e fredde della natura sono presenti nei sette colori e – se si è in grado di generarli artificialmente – possono essere somministrati per aiutare le persone malate.
Per esempio, un paziente con la febbre alta è “affamato” di freddo: irradiando forze fredde o somministrandole sotto forma di “medicina”, la “fame” cesserà e il paziente recupererà la salute.
E come trovare il luogo in cui i raggi cosmici sono accumulati in abbondanza, così da poter essere usati?
Nelle gemme! Che costituiscono appunto delle miniere inesauribili di raggi cosmici e possono fornire costantemente i colori necessari per la terapia.